Introduction

SIS 118 COVID 19 2°

SIS 118 COVID 19 2°

Emergenza Covid-19Dispositivi di protezione individuale (DPI)
Già dalla prima metà di Febbraio in una nota inoltrata al Ministero della Salute all’attenzione del ministro Roberto Speranza si chiedeva la convocazione di un tavolo istituzionale presso cui discutere il protocollo di attivazione e gestione dedicata del Sistema 118 in risposta alla infezione da coronavirus Covid-19 al fine di rendere uniforme la risposta istituzionale del Sistema di emergenza territoriale (Set 118) in tutti i territori regionali. Tra i nodi cruciali la disponibilità di ambulanze dedicate per il trasporto dei pazienti in condizioni di alto isolamento; la disponibilità di barelle ad elevato bio-contenimento da rendere di dotazione assolutamente obbligatoria a livello di tutti i Set 118 del Paese; la definizione delle caratteristiche dei dispositivi di protezione individuale (Dpi) da utilizzare da parte del personale impegnato nella gestione dei casi sospetti o conclamati secondari ad infezione Covid-19; le procedure da osservare al momento della presa in carico del paziente, durante il trasporto ed alla fine dello stesso, compresi i criteri e le procedure di sanificazione dei mezzi di soccorso intervenuti e dei Dpi. In seguito al nostro appello il 26 Febbraio abbiamo presentato al ministro le principali criticità che cìriguardavano e riguardano i percorsi operativi del Sistema 118 nazionale riguardo la Maxiemergenza sanitaria, tra queste le necessità di  assicurare uniformità tra i territori in relazione alla disponibilità immediata delle dotazioni e delle scorte dei dispositivi di protezione individuale (Dpi) indispensabili per l’operatività dei Sistemi 118.Ad oggi la risposta del Sistema 118 alla pandemia da COVID-19, in tutti i territori regionali, è di massima intensità, ma permangono criticità significative proprio riguardo la disponibilità dei DPI idonei.
Desta perciò estrema preoccupazione la situazione che ci viene segnalata, ormai con cadenza quotidiana, da pressoché tutti i territori regionali, dai medici, dagli infermieri e dagli operatori del sistema di emergenza territoriale (Set) 118, relativa allo sconcertante perdurare della mancanza di Dpi, finalizzati a garantire le dovute condizioni di sicurezza nella operatività a elevato biocontenimento che caratterizza la gestione dei pazienti Covid-19 sospetti o conclamati. Le forniture giornaliere sono assolutamente insufficienti, se non inesistenti – denunciano – rispetto alla necessità assoluta di far fronte in modo appropriato ai pericoli, a elevatissima probabilità, di contagio, anche alla luce dell’enorme diffusione della pandemia da parte di soggetti positivi asintomatici, che – nella maggior parte dei casi – non sanno nemmeno di esserlo. 
A questa assurda e irricevibile situazione si aggiunge il criterio strategico perseguito da parte dei decisori, altrettanto irrazionale, per cui gli operatori del 118 vengono sottoposti al tampone per Covid- 19 solo quando abbiano avuto contatto con casi conclamati o con contatti stretti di soggetti conclamati unicamente quando diventano sintomatici.
Continuare, in questi casi, a sottoporre allo screening del tampone gli operatori del Set 118 utilizzando il criterio attualmente previsto, ossia solo quando gli operatori diventino sintomatici significa, di fatto, e inevitabilmente, esporre al rischio di contagio intanto i numerosissimi pazienti che vengono a stretto contatto ogni giorno con il 118, e quindi anche i familiari degli operatori stessi. Si consente, in tal modo, agli operatori del sistema 118 di poter diventare veri e propri ‘super-diffusori’ del contagio, in una progressiva amplificazione a cascata dello stesso che potrebbe essere sempre più difficile arginare con efficacia.